Per evolvere la fraternità

Per evolvere la fraternità

DOCUMENTI DEL CONVEGNO

 

Il programma di lavoro sulle qualità relazionali tocca, quest’anno, il tema della fraternità. Dopo aver svolto il tema della paternità, a partire dall’archetipo paterno fino alle potenzialità della paternità evoluta, nel convegno dello scorso anno, ci apriamo al confronto sulla distinzione tra fratellanza e fraternità.

L’archetipo dei fratelli, con le reciprocità di gelosia (del maggiore verso il minore) e di invidia (del minore verso il maggiore), ci ha portati a considerare criticamente la naturalità della fratellanza, ben rappresentata nel mito di Caino e Abele.

La costruzione relazionale della fraternità è un processo intenzionale affettivo costruito introno alle modulazioni relazionali di riconoscimento e dialogicità.

Per questo la fraternità non è un vincolo parentale ma un valore esistenziale realizzabile solo se intorno ad esso viene costruito un ideale universale.

Tra i principali valori guida della modernità “Liberté, Égalité, Fraternité”, la fraternità è stato il meno realizzato, rendendo molto più debole il secondo ideale: l’uguaglianza.

Per quanto abbia agito l’ottimismo della ragione e siano state efficaci le lotte sociali non è possibile realizzare uguaglianza senza fraternità. Concorrenza, competizione e realizzazione del sé non sono obiettivi capaci di mettere in moto lo sviluppo evolutivo ma solo rafforzatori dell’individualismo e delle conseguenti malattie relazionali.

Fraternità è un ideale che si fonda sul riconoscimento relazionale (che rende superflua la lotta per l’affermazione del sé) e sulla dialogicità (che limita la competizione perché fa capire le ragioni dell’altro).

Si è fratelli per nascita ma non tutti riescono ad essere fraterni, così come non tutti i genitori riescono a diventare padri e madri.

La fratellanza, sia quella consanguinea, che quella universale sancita dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, è una intuizione istituzionale che, nel concretizzarsi nei dati di fatto sociali si è strutturata in processi associativi chiusi: fratellanze religiose, nazionali, di classe che hanno espresso l’universalismo attraverso la solidarietà verso gli altri.

La fraternità è invece un sentimento che si sviluppa nella relazione tra fratelli, tra amici, tra colleghi, tra parenti: meglio essere fraterni senza dirlo, che dirlo senza esserlo.

Il tema del 22° convegno Prepos riposiziona l’ideale di fraternità per mettere a punto le modulazioni relazionali che la rendano possibile.

 

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