Regime forfetario. Possibilità di usufruire dei nuovi vantaggi della legge di stabilità 2016 anche in presenza di opzione per il regime ordinario

L’Agenzia delle Entrate, nel corso di “Telefisco” rispondendo alla specifica domanda, ha affermato che coloro che nel 2015, pur avendo i requisiti per l’adozione del regime forfetario, hanno invece adottato il regime normale per Iva e Redditi, esprimendo in tal modo, attraverso il comportamento concludente, l’opzione per tale regime, vincolante per tre anni, possono, già dal 2016, revocare detta opzione, potendo in tal modo, in presenza delle condizioni richieste, adottare il regime forfetario.

Secondo l’Agenzia, la possibilità è offerta dalla disposizione contenuta nell’art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 442/1997, secondo la quale “E’ comunque consentita la variazione dell’opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative.”

Le recenti modifiche alla disciplina del regime forfetario, operate dalla legge di stabilità 2016 come auspicato dalla CNA (vedi il paragrafo 4 dello studio Nuovi forfetari alla ricerca delle opportunità perdute), in molti casi hanno reso conveniente l’adozione del regime quando prima non lo era. L’interpretazione data dall’Agenzia delle entrate, consente a tutte queste imprese di rendere immediatamente fruibili tali maggiori vantaggi senza dover attendere la scadenza del triennio previsto dalle disposizioni generali.

Riteniamo che l’opportunità sia offerta, pertanto, a coloro che nel 2015 hanno adottato il regime normale: ritenendo erroneamente di non avere le condizioni per adottare il regime forfetario; presumendo, in sede di inizio attività nel 2015, di non avere le condizioni per accedere fin dall’inizio al regime forfetario, condizioni che invece, a consuntivo, si sono avverate.

Libere professioni: al Mise bozza protocollo con Regioni

Vicari, oggi passo avanti per ridare dignità a liberi professionisti

Roma, 22 luglio 2015 – Si è tenuta oggi pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico la seconda riunione del Tavolo “Competitività delle libere professioni” convocata dal Sottosegretario Simona Vicari per presentare alle parti la proposta di una bozza di Protocollo d’intesa da trasmettere alle Regioni in materia di politiche e misure per il rafforzamento della competitività dei professionisti e per superare gli ostacoli che attualmente si presentano nelle diverse realtà territoriali.

Tale protocollo prevede, col supporto delle Regioni, l’eliminazione e, laddove non fosse possibile integralmente, la riduzione di quegli ostacoli burocratici che rallentano e disincentivano l’iniziativa economica dei professionisti ed individua come destinatari i professionisti italiani iscritti e non iscritti ai rispettivi albi.

Durante la riunione, inoltre, la Direzione per gli incentivi alle imprese e l’Ente Nazionale per il Microcredito hanno aperto alla possibilità di creare nuovi modelli organizzativi tra singoli professionisti cui dedicare singole misure.

Alla riunione hanno partecipato, i Direttori Generali MiSE Carlo Sappino e Gianfranco Vecchio, il Presidente dell’Ente Nazionale del Microcredito Mario Baccini, Alessandro Palmitelli per Invitalia e le associazioni di categoria AdEPP, CNA, CNA Professioni, COLAP, Confartigianato, Confassociazioni, Confedertecnica, Confprofessioni, CUP e Rete Professioni Tecniche.

“Il Governo ha subito recepito l’allarme lanciato dalle libere professioni. Siamo consapevoli che ad oggi, a differenza di quanto accade in Europa, i liberi professionisti non dispongono di tutti gli strumenti necessari per essere equiparati a vere e proprie micromiprese. Ridare dignità a questo mondo è una priorità del Ministero dello Sviluppo economico ed oggi abbiamo tracciato un importante passo avanti grazie ad una concertazione responsabile e ricca di spunti” ha dichiarato il Sottosegretario Vicari.